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Rassegna Stampa - L'Argomento di Oggi - dal 2010-05-19 ad oggi 2010-05-21 Sintesi (Più sotto trovate gli articoli)

2010-05-21 Annozero, Santoro contro tutti Il monologo di Masaniello

Se uno amasse davvero il Servizio pubblico dovrebbe cominciare ad astenersi dall’usare il Servizio pubblico per fatti personali, per regolare i propri conti con chi la pensa in maniera diversa, per ergersi a Sentinella Unica della Democrazia. E invece, ancora una volta, Michele Santoro ha aperto "Annozero" con un lunghissimo intervento dedicato alle sue vicende, al suo addio all’azienda.

19 maggio 2010 Santoro soddisfatto dell'intesa con la Rai, delusione tra i fan

Santoro soddisfatto dell'intesa con la Rai, delusione tra i fan

Santoro non è più un dipendente Rai ma curerà "nuovi progetti editoriali"

Santoro vede sul web una tv da milioni di spettatori

Santoro: "Con Rai per una notte romperemo il silenzio"

Rai, il Garante bacchetta Santoro:"Viola il pluralismo"

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Dalessandro Giacomo

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Internet, l'informatore, ll Giornalista, la stampa, la TV, la Radio, devono innanzi tutto informare correttamente sul Pensiero dell'Intervistato, Avvenimento, Fatto, pena la decadenza dal Diritto e Libertà di Testimoniare.. Poi si deve esprimere separatamente e distintamente il proprio personale giudizio..

 

Il Mio Pensiero (Vedi il "Libro dei Miei Pensieri"html PDF ):

…..

Rassegna Stampa - L'Argomento di Oggi - dal 2010-05-19 ad oggi 2010-05-19

AVVENIRE

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2010-05-19

 

 

 

 

 

 

 

 

CORRIERE della SERA

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2010-05-21

Annozero, Santoro contro tutti

Il monologo di Masaniello

il commento

Annozero, Santoro contro tutti

Il monologo di Masaniello

Se uno amasse davvero il Servizio pubblico dovrebbe cominciare ad astenersi dall’usare il Servizio pubblico per fatti personali, per regolare i propri conti con chi la pensa in maniera diversa, per ergersi a Sentinella Unica della Democrazia. E invece, ancora una volta, Michele Santoro ha aperto "Annozero" con un lunghissimo intervento dedicato alle sue vicende, al suo addio all’azienda. Un monologo di venti minuti contro tutti, scritto e recitato, lo sguardo allucinato rivolto alla telecamera, uno show militante, un delirio di onnipotenza che farà testo. Ci sono molti modi per dirsi addio, anche in campo professionale, alcuni più eleganti e discreti, altri meno. Santoro ha scelto il più clamoroso, usando persino espressioni che appartengono al gergo delle vecchie soubrette ("il mio pubblico"). Ha alzato il dito contro Sergio Zavoli, contro la Commissione di vigilanza, contro i vertici Rai, contro i politici del Pd che non lo hanno sostenuto, contro i direttori di giornale che non gli hanno dedicato un martirologio. Nell’invettiva, si è chiesto a gran voce se deve ritenersi un giornalista scomodo per la Rai o una risorsa strategica per l’azienda.

Si è anche dato una risposta. Nella foga ha persino detto che il suo programma "dev’essere considerato la perla del Servizio pubblico". Quello che non si è capito è se vuole veramente andarsene oppure restare: "L’accordo non è ancora stato firmato. Se voi pensate che "Annozero" sia un prodotto proibito, scabroso del Servizio pubblico, che non prevede quel tasso di libertà, di spregiudicatezza, di senso critico, allora lasciatemi andare via". Poi il coup de théâtre finale: "Volete che rimanga in Rai? Chiedetemelo". Più correttamente, avrebbe dovuto dire: rivolgetevi al mio agente Lucio Presta. Se Santoro lascia la Rai sarà una perdita: sa fare il suo mestiere, è una voce critica, non governativa, procura profitti all’azienda. Ma Santoro dovrebbe una buona volta smettere di credersi il Masaniello della tv, il solo tutore delle nostre coscienze e liberarsi di quella grossolanità ideologica che mette i buoni da una parte e i cattivi dall’altra. Col passare del tempo, questo suo vizio antico si è ingigantito e i cattivi sono diventati tutti gli altri e il buono (il generale Custer assediato dagli indiani) è rimasto solo lui, ipertrofico e autocompiaciuto. Un venditore ambulante di libertà. Certo con il suo pubblico, i suoi adepti, le sue tricoteuses.

Aldo Grasso

21 maggio 2010

 

 

 

 

 

 

REPUBBLICA

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2010-05-19

 

 

 

 

 

L'UNITA'

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2010-05-21

Santoro: "Se sono un estraneo basta dirlo, arrivederci e grazie"

di Natalia Lombardotutti gli articoli dell'autore

"Se vogliono che resti, me lo devono chiedere e allora resto a fare Annozero anche il prossimo anno", ma "se sono un estraneo, arrivederci e grazie". Michele Santoro ne ha per tutti, soprattutto contro la sinistra: "Voi, Bersani, Zavoli, i consiglieri Rai, dite se il mio programma lo fanno i giudici o è fondamentale, è la "perla" Rai". Ma se è considerato solo un problema allora basta "fare il generale Custer assediato dagli indiani, lasciatemi andare via e il pubblico mi giudicherà per quello che farò". Nell’anteprima di Annozero il conduttore si sfoga, rivolto prima di tutto al suo pubblico "gli unici ad aver ragione ad incazzarsi se un programma che amano viene tolto", cercando di spiegare loro che "un autore cerca strade nuove", che la buonuscita è un normale accordo per chi prende 700mila euro lorde l’anno. Parte all’attacco: nessuna lezione da Vespa, "pagato con un Oscar per un programma in crisi" (Vespa si era lamentato di aver avuto solo 150mila euro di liquidazione); al "maestro Zavoli" non concede di dargli dell"’immorale". Poi l’editto bulgaro "mai rimosso" sulla redazione. Se la prende con Repubblica , il Corriere : "Dove eravate quando mandai in onda Patrizia D’Addario con una diffida dei legali Rai?" o l’Agcom mi multava sappiamo perché? I "cialtroni del Pd" e Repubblica "hanno detto che mi sono venduto a Berlusconi"; l’Idv "esperta di immobiliare". "Nonostante due sentenze i partiti di destra e di si-ni-stra", scandisce, "non hanno mai preso atto del valore del programma e il Cda è ricorso in Cassazione". Se la prende con "un consigliere di centrosinistra",che aveva suggerito "una transazione piuttosto che un ricorso, per sanare l’anomalia di un programma che va in onda grazie a una sentenza". Van Straten con Nino Rizzo Nervo, ieri mattina aveva respinto l’accusa trapelata sui giornali riguardo alle aspettative di Santoro su un loro voto contrario all’avvio della trattativa di "separazione". "Annozero era stato già inserito nei palinsesti autunnali, se non andrà in onda la decisione sarà solo di Michele Santoro", spiegano i due consiglieri Pd che, saputo "mezz’ora prima da Masi della trattativa, "abbiamo detto con chiarezza che rinunciare ad una trasmissione come Annozero sarebbe stato un grave errore editoriale ed abbiamo votato sì". Stessa linea dal presidente Garimberti: "Ha raggiunto un accordo con l’azienda, non col Cda". Prima del quale martedì Santoro lo ha informato auspicando "una condivisione" dell’accordo. Garimberti gli ha confermato: "Sei una risorsa per l’azienda, ti sosterrò qualunque cosa deciderai di fare". i due consiglieri Pd Respingono l’accusa di aver condiviso il ricorso Rai in Cassazione: "Il precedente Cda votò il ricorso in Appello, il presidente Petruccioli, Curzi, Rizzo Nervo e Rognoni votarono contro. mentre in questo Cda si parlò una volta della Cassazione e entrambi ci siamo detti contrari e abbiamo suggerito un accordo", racconta Van Straten. C’è un altro fatto che ha irritato Rizzo Nervo, che racconta: "Il 9 febbraio pranzammo, Giorgio e io, con Michele; ci chiese il nostro parare sulla possibilità di una trattativa con la Rai. Gli dicemmo che non sarebbe stato opportuno interrompere una trasmissione come Annozero e lui rispose "era quello che volevo sentirmi dire da voi"". I due consiglieri pensavano, fino a martedì, che la cosa fosse rientrata. Ieri anche una nota del Dg spiegava come buonuscita e contratti sono a norma e in regola, con la Rai che acquista "da un giornalista prestigioso" programmi a costi più bassi del mercato. Cauta l’Usigrai, che avverte: "Non firmeremo transazioni" e chiede "massima trasparenza" sul binomio "prepensionamento e collaborazione" anche per Vespa e Minoli. Grillo coglie la palla al balzo: "Senza Annozero possiamo non pagare più il canone Rai". E i sondaggi su un’eventuale scesa in politica danno Santoro dal 3 al 5%.

21 maggio 2010

 

 

 

Santoro d'oro, è bufera: "Ho agito per il pubblico"

di Natalia Lombardotutti gli articoli dell'autore

È "convinto di avere agito ancora una volta nell’interesse del pubblico" per "sperimentare nuovi formati televisivi", Michele Santoro, che ha scritto ai telespettatori sul blog di <CF161>AnnoZero</CF>. Il pubblico però non ha reagito benissimo: dal web a Facebook si sente tradito per la buonuscita, e orfano del programma difeso anche in piazza. Il presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli è duro: "Molti colleghi si chiederanno come uno di loro, uno dei più bravi, abbia potuto chiudere la sua partita con l'azienda".

Annozero va avanti per quattro puntate fino al 10 giugno, Difficile rimpiazzare Santoro in tv; al settimo piano di Viale Mazzini si arrovellano, ma dicono che "non sarà sostituito", magari per un anno non verrà colmato il vuoto di <CF161>AnnoZero</CF> su RaiDue se non, saltuariamente, proprio con Santoro e le sue docufiction da gennaio. Il direttore di RaiDue, Liofredi, è in bilico e potrebbe essere sostituito da Lo Maglio. I nomi per i talk show sono di destra: Belpietro in primis, poi Paragone che dà già prova di faziosità leghista con L’Ultima parola, il Dg Masi farebbe anche avanzare in prima serata Monica Setta. La voce di un salto di rete di Floris è "pazzia", dice il direttore di RaiTre.

 

Perché Santoro ha risollevato le sorti di RaiDue e delle entrate pubblicitarie con una media del 20% di ascolti. Nell’accordo sono previste 14 serate: 5 docu-fiction (10 nei due anni) più 2 miniserie da 2 puntate. Per queste ultime aspetta a braccia aperte Antonio Di Bella, direttore di Raitre che aveva già offerto spazio al giornalista. Santoro, come Vespa, consegnerà alla Rai le puntate "chiavi in mano", prodotte da una sua società, dicono, per un milione a fiction, quindi 7 milioni. Costi di mercato (arrivano anche a 1 milione e 8) che, uniti alla buonuscita da 2 milioni e mezzo circa, impressionano l’opinione pubblica. Indignati Udc e Idv, alcuni nel Pd e i radicali: la "Velina Rossa" di Laurito punzecchia: tanti soldi per accontentare Berlusconi, il castello di cartapesta è crollato, di fronte al vil denaro...". Una prova dell’inconsistenza delle voci sull’ingresso societario di Santoro nella dalemiana RedTv. Più realistica una sua collaborazione con Sky.

A rimanere si stucco alla notizia del divorzio è stata anche la redazione di AnnoZero; l’unico a sapere della trattativa era Sandro Ruotolo. Ieri Santoro ha parlato alla sua squadra, al lavoro per la puntata di oggi dedicata ai preti pedofili. Lo hanno ascoltato, tra la delusione di Marco Travaglio che si riprende: "È normale che non me lo abbia detto. Sono fatti suoi ed è giusto che la cosa la gestisca lui"; l’ansia e le speranze di molti perché "Michele è uno che non si ferma mai" e "non ha mai lasciato a terra nessuno".

Il giorno dopo l’exploit di Raiperunanotte a Bologna Santoro ha confessato agli amici di essere "stanco", dopo il blocco dei talk show in campagna elettorale, le intercettazioni di Trani, le lettere di Masi che lo inchiodava alla responsabilità legale (spinto da Innocenzi dell’Agcom). E se alti dirigenti Rai dicono che "Santoro è un brend", d’altra parte attendevano la sentenza della Cassazione sul ricorso Rai al reintegro. Che decade con la sua uscita.

Continua la protesta dei redattori di RaiNews24, che fatica a tornare visibile sul canale 42; per ora è confermato lo sciopero il 31. "La Rai deve chiedere scusa ai telespettatori per l’oscuramento del canale" chiedono con l’Usigrai e la Fnsi, e le scuse da Masi per aver bollato come "pretestuosa e inaccettabile" la protesta. Gli manderanno le 3000 mail, sulle quali il viceDg Leone ha ironizzato: "Sono dei vostri parenti".

20 maggio 2010

 

 

 

 

il SOLE 24 ORE

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2010-05-21

Santoro attacca tutti e chiede: "Ditemi se volete che resti in Rai"

21 maggio 2010

Una arrabbiatura forte ma calibrata fino al dettaglio. Dopo la valanga di critiche che gli sono piovute addosso alla notizia del suo divorzio dalla Rai Michele Santoro si toglie molto di più di un sassolino dalla scarpa. E lo fa all'anteprima di Annozero. L'accordo è ancora lì in attesa di essere firmato e, se qualcuno vuole che resti in Rai, allora glielo si deve chiedere. Questo in sintesi il suo pensiero. Solo in questo caso lui è pronto a restare.

Il giornalista parla a lungo. Si presenta agli spettatori con un cipiglio battagliero e finalmente si libera di molti pesi in una sorta di catarsi: replica a Bruno Vespa, al Corriere della Sera e a Repubblica che lo ha accusato di aver deposto le armi, a Sergio Zavoli quando parla di moralità, al centrodestra di Silvio Berlusconi e allo schieramento opposto di Pierluigi Bersani. Quello che emerge è una profonda insofferenza di Santoro che non è più disponibile a farsi insultare e attaccare, a sentirsi come un clandestino a bordo, ad accettare che Annozero sia percepito come un corpo estraneo alla Rai e non il suo fiore all'occhiello. Il conduttore, in sintesi, non vuole stare più nella Rai solo in virtù della sentenza di un giudice. "Gli unici ad avere sicuramente ragione - è l'incipit dell'invettiva di Santoro - sono i telespettatori che possono perfino insultarmi. Un programma come il nostro non crea un movimento politico ma una comunità. Per cui quando il programma che noi preferiamo ci viene portato via, ecco che lo spettatore giustamente si incavola". Piccolo preambolo per entrare nel vivo del tema e respingere alcune lezioni di morale, una in particolare, quella di Bruno Vespa: "Ora, che Vespa, pagato come l'ultimo Oscar da protagonista per fare un programma in crisi, dia lezioni a noi, è veramente troppo".

"Otto anni fa - ricorda il conduttore - ci fu l'editto bulgaro che non è stato mai rimosso. E sapete perchè? Perché io e i miei collaboratori siamo rimasti praticamente fermi, congelati nella situazione di allora. E siamo tornati in onda solo per le sentenze della magistratura". Ma, nonostante i due pronunciamenti dei giudici, continua, "i partiti di destra e di sinistra che controllano la Rai non ne hanno mai voluto prendere atto e, infatti, hanno sempre fatto ricorso. E adesso siamo alla Cassazione". "Nel frattempo - rivendica il conduttore - Annozero andava e realizzava grandissimi profitti. Mentre la Rai incassava questi profitti, i contratti venivano bloccati, le posizioni congelate, subivamo minacce di punizioni, si invocavano regole e regolamenti. Ora qualcuno scrive che sono stanco e provato da tutto questo. Ma non sono nè stanco nè provato".

"Quale giornalista Rai, di Repubblica o del Corriere della Sera - chiede Santoro con veemenza - avrebbe messo in onda Patrizia D'Addario quando aveva sul tavolo una diffida dell'ufficio legale della Rai a dieci minuti dall'inizio del programma? Allora, quando Curzio Maltese scrive che Santoro si è arreso a Berlusconi, è grave perchè io non mi sono mai arreso a nessuno nemmeno all'indifferenza del suo giornale, Repubblica, verso i problemi che riguardano la libertà del giornalista televisivo. Dove era Repubblica quando noi venivamo sanzionati dall'Authority in dispregio a quello che prevede la Costituzione sulla libertà di espressione? Dov'erano quando si abolivano i docudrama e si intraprendeva una battaglia contro il fatto che un genere che impera in tutta Europa in Italia diventava proibito?". "Scusate, direttore del Corriere della Sera, direttore di Repubblica, direttore della Stampa, rispondete a questa domanda: se non fossero uscite le intercettazioni dell'inchiesta di Trani e se fosse arrivata la sanzione di 90 milioni di euro - chiede - che cosa avreste scritto? Che finalmente veniva cancellato Annozero, un programma indegno, magari una vera barbarie dal punto di vista del servizio pubblico". Insomma, Santoro vuole che si dica con chiarezza se lui è una risorsa o un problema. E, nel secondo caso, meglio sarebbe lasciarlo andare per ripetere magari esperienze analoghe a quelle di Raiperunanotte. "Se mi considerate un estraneo, allora arrivederci e grazie". Una chiusa cui non fa difetto al chiarezza.

Maria Luisa Busi rinuncia alla conduzione del Tg1 per i contrasti con Minzolini

Video / Santoro ad Annozero 1

Video / Santoro ad Annozero 2

Video / Santoro ad Annozero 3

Santoro contro tutti (di Marco Mele)

Berlusconi: i casi di corruzione sono personali e isolati

IL PUNTO / Davanti a Pd e Udc la nuova sfida della responsabilità nazionale (di Stefano Folli)

Da Bossi ancora uno stop all'Udc

Aria di Mani pulite sull'inchiesta G-8

21 maggio 2010

 

 

 

Maria Luisa Busi rinuncia alla conduzione del Tg1per i contrasti con Minzolini

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21 maggio 2010

Maria Luisa Busi rinuncia alla conduzione del Tg1

Maria Luisa Busi rinuncia alla conduzione del Tg1. Lo scrive lei stessa in una lettera che - a

quanto si apprende - ha affisso stamattina nella bacheca della redazione. Tre cartelle e mezzo per spiegare che non si riconosce più nella testata, e per dire che come un giornalista

ha come unico strumento per decidere di difendere le sue prerogative professionali, ovvero togliere la propria firma, un conduttore può solo togliere la sua faccia. Così ha deciso di

fare lei e abbandona la conduzione del Tg1 delle 20. La decisione arriva dopo una serie di scontri con il direttore della testata Augusto Minzolini.

21 maggio 2010

 

 

 

Santoro contro tutti: se volete che resti ditelo

di Marco Mele

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21 Maggio 2010

Santoro contro tutti: se volete che resti ditelo

 

Il cda della Rai approva le linee guida del piano industriale e altre delibere per ora secretate, ma l'attenzione resta concentrata sul caso Santoro-Annozero.

"Michele chi?" è un fiume in piena nell'anteprima di Annozero di ieri sera. Un discorso rivolto soprattutto alla sinistra, al presidente della Vigilanza Sergio Zavoli, ai consiglieri di amministrazione designati dal Pd, ai grandi quotidiani. "Non sono stanco, né provato. Si può dire a qualcuno (come me, ndr) di essere poco combattivo? Quale giornalista avrebbe messo in onda Patrizia d'Addario, avendo appena ricevuto una diffida del proprio ufficio legale? Non mi sono arreso né a Berlusconi né a nessuno".

Santoro ricorda poi le sanzioni ricevute dall'Agcom: "Se non fossero uscite le intercettazioni dell'inchiesta di Trani, cosa avreste detto della sanzione di 90 milioni che mi sarebbe arrivata, una cosa abnorme in un paese occidentale, e anche orientale?". Santoro ha poi risposto a Zavoli sulla moralità, definendo "immorale il voto con cui la Vigilanza ha sospeso i programmi di approfondimento in campagna elettorale". E ha rivendicato sia la piena libertà con cui ha condotto Rai per una notte – "quella è la mia Rai, dove i partiti non contano ma contano gli autori e Daniele Luttazzi può esprimersi liberamente" - sia i risultati di Annozero. Ascolti "pari al doppio della media di rete: c'è bisogno della sentenza di un giudice per mandare in onda un programma che fa questi risultati?".

Conclusione: "Vogliono che rimanga? Me lo chiedano e resto in Rai, ma se pensate che Annozero non sia tipico del servizio pubblico, lasciatemi libero. Da fuori posso fare qualcosa in più rispetto a restare qui, assediato come Custer, con i nostri che ti sparano prima degli indiani".

I consiglieri Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten prendono posizione sulla ricostruzione del rapporto tra il voto in cda e l'accordo raggiunto da Santoro con la direzione generale. "Non è vero che questo consiglio di amministrazione - spiegano i due consiglieri - ha deciso di ricorrere in Cassazione contro la sentenza di secondo grado che ordinava il reintegro di Michele Santoro.

L'unica delibera è stata assunta dal precedente consiglio a maggioranza, con il voto contrario del presidente Claudio Petruccioli e dei consiglieri Sandro Curzi, Carlo Rognoni e Rizzo Nervo. Abbiamo detto con chiarezza che rinunciare ad Annozero sarebbe stato un grave errore editoriale e abbiamo votato sì pensando che non si possa costringere un professionista a fare qualcosa che non vuole più fare. Annozero era stato già inserito nei palinsesti autunnali: se non andrà in onda la decisione sarà solo di Michele Santoro".

Berlusconi: i casi di corruzione sono personali e isolati

IL PUNTO / Davanti a Pd e Udc la nuova sfida della responsabilità nazionale (di Stefano Folli)

Da Bossi ancora uno stop all'Udc

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21 Maggio 2010

 

 

 

 

 

2010-05-19

Santoro soddisfatto dell'intesa

con la Rai, delusione tra i fan

19 maggio 2010

Santoro soddisfatto dell'intesa con la Rai, delusione tra i fan

"Dai nostri archivi"

Santoro lascia ma collaborerà

Santoro non è più un dipendente Rai ma curerà "nuovi progetti editoriali"

Santoro vede sul web una tv da milioni di spettatori

Santoro: "Con Rai per una notte romperemo il silenzio"

Rai, il Garante bacchetta Santoro:"Viola il pluralismo"

Michele Santoro si dice soddisfatto dell'intesa con la Rai che lo vedrà uscire dall'azienda come dipendente e avviare una collaborazione per i prossimi due anni. Una scelta, commenta, presa "ancora una volta nell'interesse del pubblico". Il giornalista precisa che avrebbe "preferito che solo ad accordo sottoscritto se ne fosse data notizia anche per concludere serenamente una stagione televisiva caratterizzata da straordinari risultati". I suoi collaboratori, tra cui anche Marco Travaglio con cui in passato c'erano stati degli screzi, lo hanno saputo dal comunicato stampa dell'azienda. "Tuttavia - prosegue il giornalista - prendo atto con soddisfazione delle decisioni che mi riguardano, proposte dal direttore generale e assunte di fatto all'unanimità dal consiglio di amministrazione della Rai, che mi potranno consentire di sperimentare nuovi formati televisivi".

"Fornirò nelle prossime settimane - afferma ancora Santoro - la necessaria collaborazione per arrivare rapidamente alla completa definizione in ogni sua parte dell'intesa. A conclusione della stagione, e solo a firma avvenuta, risponderò a tutte le domande sul carattere dell'accordo e sul mio futuro professionale, convinto come sono di aver agito ancora una volta nell'interesse del pubblico".

La risoluzione contratto del giornalista con la Rai (ottenuto in base a una sentenza del tribunale del Lavoro a cui Santoro si era rivolto in seguito al cosiddettetto editto Bulgaro di Berlusconi) continua però a far discutere. Tra i fan di Annozero è forte la delusione. Su Facebook si leggono diversi commenti di ascoltatori che si dicono amareggiati e traditi dalla scelta. "Ti prego non ci abbandonare per me anno zero è religione dopo tutte le battaglie che hai combattuto in nome dell'informazione...mi chiedo cosa sarà il nostro futuro", scrive Lucia. Deborah invece scrive: "Ora almento investi il vile denaro nelle tue idee. Lo devi a te stesso e a tutti quelli che ti hanno seguito, che lavorano per te e che hanno Donato soldi e tempo per la trasmissione RAI PER UNA NOTTE... un evento mai visto che ha bisogno di un seguito!!!".

La buonuscita appunto, anche questo è un punto molto discusso. Santoro avrebbe ottenuto dalla Rete oltre 2 milioni di euro. Una cifra che da più parti viene considerata eccessiva. Durissimo il commento di Roberto Rao che condanna la scelta della Rai in quanto impoverirebbe le casse di un'azienda che vive anche grazie al canone pagato dai telespettatori. "I cittadini italiani dal giorno alla notte si sono visti cancellare una trasmissione di grandissimo ascolto (un asset aziendale che da solo vale un milione di euro di introiti pubblicitari a settimana ndr) e, in aggiunta, si preparano a vedere prelevate risorse pubbliche (per decisione della direzione generale della Rai e del suo Consiglio di Amministrazione), una cifra esorbitante di diversi milioni di euro per un'operazione che comprende una corposa inspiegabile buonuscita per il conduttore e la creazione di non meglio definiti nuovi progetti sperimentali".

Santoro lascia ma collaborerà

19 maggio 2010

 

 

 

 

 

Santoro non è più un dipendente Rai ma curerà "nuovi progetti editoriali"

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Santoro non è più un dipendente Rai ma curerà "nuovi progetti editoriali" (Ansa)

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Michele Santoro non è più un dipendente Rai. Oggi il Consiglio di amministrazione ha approvato, con 7 voti a favore e 2 astenuti, su proposta del direttore generale Mauro Masi, un accordo quadro con il giornalista per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dipendente.

L'accordo consensuale, spiega Viale Mazzini, "deve essere implementato attraverso contratti applicativi che saranno messi a punto nei prossimi giorni, prevede la realizzazione di nuovi progetti editoriali che verranno realizzati da Michele Santoro nei prossimi due anni".

Quindi la Rai "continuerà quindi ad avvalersi della collaborazione di Michele Santoro che, in questo modo, avrà la possibilità di sperimentare nuovi generi televisivi attraverso un ulteriore sviluppo del proprio percorso professionale".

 

 

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